Mancato pagamento TFR

Mancato pagamento TFR

Che fare quando il TFR non viene pagato? Al termine di un rapporto di lavoro il lavoratore ha diritto a ricevere dal datore di lavoro il TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Tuttavia può capitare che il TFR non venga versato come prevede la legge. A questo punto il lavoratore può attivarsi per recuperare il TFR con l’aiuto di un avvocato. Si parte con una diffida per poi approdare a soluzioni che chiamano in causa il giudice o il fondo di garanzia dell’INPS.

Cos’è il TFR?

Il Trattamento di Fine Rapporto è rappresentato dall’insieme delle somme che mensilmente il datore di lavoro ha trattenuto dalla busta paga e che al termine del rapporto di lavoro è tenuto a restituire, con gli interessi, al lavoratore. Il TFR va riconosciuto al lavoratore a prescindere da quale sia il motivo che ha interrotto il rapporto di lavoro

Se il datore di lavoro non paga il TFR

Il Datore di lavoro è obbligato a versare il TFR. Tuttavia può capitare che il soggetto non adempia al suo dovere. In questo caso sarà il lavoratore a doversi attivare per ottenere quanto gli spetta. Non deve però far passare troppo tempo prima di agire: dopo cinque anni dal termine del rapporto lavorativo il pagamento del TFR viene prescritto e il lavoratore perde i suoi soldi (’art. 2948, comma 5 c.c.). È bene quindi agire presto e bene.

Il primo passo: la lettera di diffida

Il primo step da compiere è quello di diffidare il datore di lavoro. La diffida avviene tramite una lettera raccomandata A/R o tramite PEC. Inutile aggiungere che se la lettera viene scritta da un avvocato è più probabile che sortisca un effetto positivo: la lettera dell’avvocato, si sa, è più “seria” e dimostra che si sta prendendo la questione con un piglio deciso.
La lettera di solito termina con la classica “minaccia” di passare a vie legali nel caso in cui il datore non adempia al suo obbligo.

Secondo passo: il decreto ingiuntivo

Accade a volte che il datore si ostini a non pagare nonostante la lettera di diffida. In quel caso il lavoratore, con l’aiuto del suo avvocato, è pronto per rivolgersi al giudice. Si va quindi in Tribunale con tutte le carte necessarie (tra cui la busta paga) per presentare un ricorso di decreto ingiuntivo.

Se la documentazione è in regola il giudice emette il Decreto ingiuntivo che verrà notificato al datore di lavoro dall’avvocato del lavoratore. A questo punto il datore ha quaranta giorni di tempo per adempiere all’obbligo di versare il TFR o per proporre opposizione.

Terzo passo: procedura di esecuzione forzata

Al termine dei quaranta giorni il pagamento del TFR sarà garantito tramite una procedura di esecuzione forzata che prevederà il pignoramento di beni mobili e immobili riconducibili al datore di lavoro. Di solito questa procedura, sicuramente estrema, rappresenta la fine della peripezia giudiziaria. Il lavoratore avrà così il suo TFR

Quarto passo: ricorso al fondo di garanzia INPS

In alcune circostanze il datore di lavoro può versare in grave crisi e anche la procedura di esecuzione forzata può essere inefficace per il recupero del TFR. In mano al lavoratore resta un’ultima freccia: il ricorso al fondo di garanzia INPS.
Questo fondo di garanzia può essere attivato solo se si riesce a dimostrare lo stato di insolvenza del datore di lavoro. In questo caso sarà l’INPS a pagare il TFR al lavoratore. Lo stesso fondo verserà anche le ultime tre mensilità di stipendio, qualora non siano state pagate. Anche in questo caso la presenza di un ottimo avvocato del lavoro può fare la differenza.

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Mancato pagamento TFR
in breve

  • Il datore di lavoro deve riconoscere il TFR al lavoratore. Sempre e comunque
  • La legge tutela in ogni modo il lavoratore
  • Se non è possibile rivalersi sul datore di lavoro con un decreto ingiuntivo resta aperta la strada del ricorso al fondo di garanzia INPS
  • un buon avvocato del lavoro è molto importante per ottenere giustizia in tempi rapidi
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