Separazione consensuale con un solo avvocato: quando si può, come funziona e quando conviene
30 Settembre 2026
Quando due coniugi hanno già deciso di separarsi e sono d’accordo su come farlo, la domanda che arriva quasi subito è pratica: serve davvero un avvocato ciascuno, o ne basta uno per tutti e due?
La risposta dipende dalla strada che si sceglie. La legge italiana prevede tre modi di separarsi consensualmente, e ognuno ha una regola diversa sul numero di avvocati. In questo articolo le mettiamo in fila, spieghiamo come lavora un avvocato che assiste entrambi i coniugi e soprattutto quando questa soluzione conviene e quando è meglio evitarla.
Si può fare la separazione consensuale con un unico avvocato?
Sì, se la separazione passa dal tribunale con un ricorso congiunto: i coniugi possono farsi assistere dallo stesso avvocato, che prepara il ricorso e gli accordi per entrambi. No, se si sceglie la negoziazione assistita: in quel caso la legge richiede almeno un avvocato per ciascun coniuge. Esiste poi una terza strada, l’accordo davanti all’ufficiale di stato civile del Comune, dove l’avvocato non è obbligatorio, ma che è ammessa solo in casi limitati.
Riferimenti: art. 473-bis.51 c.p.c.; artt. 6 e 12 del d.l. 132/2014, convertito dalla l. 162/2014; art. 68 del Codice deontologico forense. A cura dell’Avv. Mara Liberati. Ultima verifica: 29 settembre 2026.
Tre strade, tre regole diverse
Ricorso congiunto in tribunale. È la separazione consensuale «classica»: i coniugi presentano insieme al tribunale un ricorso con le condizioni già concordate, su casa, mantenimento e figli. Un solo avvocato per entrambi è ammesso, ed è la situazione a cui si riferisce quasi sempre chi cerca questa soluzione.
Negoziazione assistita. L’accordo si costruisce fuori dal tribunale, con l’assistenza degli avvocati, e poi passa al vaglio del pubblico ministero. Qui un solo avvocato non basta: ogni coniuge deve avere il proprio. Come funziona questa procedura lo spieghiamo nella pagina dedicata alla separazione con negoziazione assistita.
Accordo davanti all’ufficiale di stato civile. I coniugi possono separarsi in Comune anche senza avvocato, ma solo se non hanno figli minorenni, figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, incapaci o con disabilità grave, e solo se l’accordo non contiene trasferimenti di beni. Per molte coppie questa strada, semplicemente, non è aperta.
Quando è possibile e quando è sconsigliabile
Un solo avvocato funziona bene quando l’accordo c’è davvero, e non solo sulla carta. In pratica:
- i coniugi hanno già deciso insieme sulle questioni principali: chi resta nella casa familiare, l’eventuale assegno di mantenimento, l’affidamento e il tempo con i figli;
- la situazione economica di entrambi è chiara e conosciuta dall’altro;
- non ci sono patrimoni complessi da dividere, come più immobili, quote di società o un’attività d’impresa.
È invece sconsigliabile, anche quando i coniugi sono d’accordo sul separarsi, se:
- uno dei due conosce molto meglio dell’altro i conti di famiglia, o ne dipende economicamente;
- l’accordo è stato raggiunto in fretta, o uno dei due lo vive come una concessione;
- serve un consiglio «di parte», cioè qualcuno che dica a uno solo dei coniugi se quanto gli viene offerto è congruo;
- nella coppia ci sono state pressioni, minacce o violenze: in questi casi la strada del difensore unico non è quella giusta.
Chi ha dubbi non deve per forza rinunciare alla separazione consensuale: si può restare d’accordo e farsi assistere ciascuno dal proprio avvocato. La separazione consensuale con due avvocati è sempre possibile.
Come funziona la procedura con un solo avvocato
L’incarico viene conferito da entrambi i coniugi. È il primo punto da avere chiaro: l’avvocato comune non difende uno contro l’altro. Il suo compito è tradurre in un accordo giuridicamente solido quello che i coniugi hanno già deciso, spiegare a entrambi le conseguenze di ogni clausola e segnalare le condizioni che il tribunale potrebbe non accettare, soprattutto quelle che riguardano i figli.
Una volta definito l’accordo, l’avvocato prepara e deposita il ricorso congiunto. Il tribunale verifica che le condizioni siano conformi alla legge e, se ci sono figli minorenni, che rispettino il loro interesse; solo allora gli accordi diventano efficaci. Come si svolge oggi il procedimento, anche con la possibilità di chiedere insieme separazione e divorzio, lo spieghiamo nell’articolo sulla Riforma Cartabia e i cambiamenti per separazione e divorzio.
C’è poi un aspetto che va considerato prima di cominciare: cosa succede se l’accordo salta. L’avvocato che ha assistito entrambi i coniugi non può poi assistere uno dei due contro l’altro, né in quella separazione né nelle controversie successive fra loro. Se durante il lavoro emerge un conflitto che non si ricompone, ciascuno dovrà rivolgersi a un nuovo avvocato, e la separazione potrà diventare giudiziale.
Vantaggi, limiti e conflitto di interessi
I vantaggi sono concreti:
- un solo interlocutore, che tiene insieme le informazioni di entrambi e riduce i tempi di coordinamento;
- costi di norma più contenuti, perché l’assistenza è una sola invece di due;
- un clima meno conflittuale, perché nessuno dei due si sente «contro» l’altro già dal primo incontro.
I limiti sono altrettanto concreti. Nessuno dei due coniugi ha un difensore che tuteli solo i propri interessi: l’avvocato comune non può consigliare a uno di chiedere di più o di concedere di meno. E se nel corso del lavoro gli interessi dei due si rivelano in contrasto, l’avvocato è tenuto a fermarsi.
Per questo il punto di partenza non è il risparmio, ma la solidità dell’accordo. Se l’accordo regge, un solo avvocato è la soluzione più semplice. Se non regge, conviene saperlo prima, e non a metà strada.
Domande frequenti
Sì. Gli effetti sono gli stessi: cambia solo il modo in cui i coniugi sono assistiti, non il valore della separazione.
Sì, nel ricorso congiunto in tribunale. Il tribunale verifica con particolare attenzione che gli accordi sui figli rispettino il loro interesse. Con figli minorenni non è invece possibile separarsi davanti all’ufficiale di stato civile del Comune.
No. La negoziazione assistita per la separazione richiede almeno un avvocato per ciascun coniuge.
No. L’avvocato che ha assistito entrambi i coniugi deve astenersi dall’assistere uno dei due contro l’altro nelle controversie successive fra loro.
State pensando a una separazione consensuale e volete capire se un solo avvocato è la scelta giusta per voi? Dipende da quanto è solido il vostro accordo, dalla presenza di figli e dalla situazione economica di entrambi. Lo Studio ALA offre un colloquio orientativo per capire quale strada è più adatta, e se è il caso di affrontarla con uno o con due avvocati. Qui trovate anche come si svolge in generale la separazione consensuale a Roma e Bracciano.
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Di Avvocato Mara Liberati
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