Caso studio per successioni: come realizzare un testamento se si hanno figli e coniugi

8 Dicembre 2025

Di ALA

Molte persone credono erroneamente che fare testamento sia necessario solo per chi possiede grandi imperi o situazioni familiari complesse. Si tende a pensare: “Tanto, se mi succede qualcosa, va tutto a mia moglie e ai miei figli”.

Sebbene sia vero che la legge tutela i familiari stretti, affidarsi alla successione automatica (o legittima) porta spesso a una conseguenza indesiderata: la comunione ereditaria. Coniuge e figli si ritrovano comproprietari di ogni singolo bene, dai conti correnti agli immobili, creando situazioni di stallo gestionale o, peggio, litigi familiari.

In questo articolo analizziamo un caso studio reale (con nomi di fantasia per privacy) affrontato dal nostro studio. Vedremo come, attraverso una corretta scrittura del testamento, abbiamo aiutato un padre di famiglia a pianificare la successione, proteggendo il coniuge e rispettando le aspirazioni dei figli.

Il caso di “Marco”: patrimonio e obiettivi

Marco, 62 anni, è sposato con due figli. Si è rivolto al nostro studio perché preoccupato per il futuro della sua famiglia.

Il suo patrimonio è così composto:

  • Casa coniugale: valore di 300.000 € (in comproprietà con la moglie).
  • Casa al mare: valore di 200.000 € (di sua esclusiva proprietà).
  • Liquidità e investimenti: circa 100.000 €.

I desideri di Marco erano chiari:

  1. Garantire alla moglie la tranquillità di vivere nella casa di famiglia senza interferenze.
  2. Lasciare la casa al mare al figlio maggiore, che da anni se ne prende cura e la utilizza per le vacanze.
  3. Evitare che i figli litighino per la divisione dei beni.

Se Marco non avesse fatto nulla, la legge avrebbe assegnato a moglie e figli delle quote percentuali su tutto il patrimonio indistintamente, costringendoli poi a costosi atti notarili di divisione o a litigi per vendere gli immobili.

Analisi legale: quote di legittima vs quota disponibile

Per realizzare i desideri di Marco, il primo passo è stato calcolare le quote previste dalla legge italiana. Quando ci sono un coniuge e più figli, il patrimonio del defunto si divide idealmente in due “contenitori”:

  1. La quota di legittima (o riserva): è la parte di eredità che la legge garantisce obbligatoriamente ai familiari stretti.
  2. La quota disponibile: è la parte di eredità di cui Marco può fare ciò che vuole (es. lasciarla a un solo figlio, a un ente benefico o a un amico).

Nel caso di Marco (coniuge + 2 figli), la ripartizione è la seguente:

  • Legittima del coniuge: 25% del patrimonio + diritto di abitazione sulla casa coniugale.
  • Legittima dei figli: 50% del patrimonio (da dividere in parti uguali, quindi 25% a testa).
  • Quota disponibile: 25% del patrimonio.

Marco aveva quindi il pieno controllo su un quarto del suo patrimonio per bilanciare le assegnazioni.

Infografica distribuzione eredità: grafico a torta quote di legittima per coniuge e figli e quota disponibile

La soluzione: come abbiamo strutturato il testamento

Anziché redigere un testamento generico (“Lascio i miei beni ai miei eredi”), abbiamo lavorato sulla divisione del testatore (art. 734 c.c.). Questo strumento permette di assegnare beni specifici agli eredi, evitando la comunione ereditaria.

Ecco come abbiamo operato:

1. Tutela del coniuge

Abbiamo esplicitato nel testamento il diritto di abitazione sulla casa coniugale a favore della moglie (già previsto per legge, ma rafforzato nel testamento) e le abbiamo assegnato la maggior parte della liquidità per il suo sostentamento, coprendo così la sua quota di legittima.

2. Assegnazione della casa al mare

Qui entra in gioco la strategia. Il valore della casa al mare era superiore alla semplice quota che spettava al figlio maggiore. Sfruttando la quota disponibile (quel 25% “libero”), abbiamo potuto assegnare l’intero immobile al mare al figlio maggiore senza ledere i diritti del fratello e della madre.

3. Compensazione per il secondo figlio

Al secondo figlio, meno interessato agli immobili, è stata assegnata la nuda proprietà della quota paterna della casa coniugale e la restante parte della liquidità, raggiungendo così il valore economico che gli spettava per legge.

Il risultato: nessuna lite, nessun blocco

Grazie a questo intervento mirato nella scrittura del testamento:

  • Il figlio maggiore ha ottenuto subito la casa al mare (senza dover liquidare il fratello).
  • La moglie è rimasta protetta nella sua abitazione con liquidità sufficiente.
  • Il secondo figlio ha ricevuto beni di valore equivalente senza essere costretto a gestire una casa vacanze che non desiderava.

Perché il “fai da te” è pericoloso

Se Marco avesse scritto un testamento olografo (di suo pugno) senza consulenza, scrivendo semplicemente “Lascio la casa al mare a mio figlio maggiore”, avrebbe rischiato grosso. Senza i corretti calcoli matematici sulla quota disponibile, quel lascito avrebbe potuto violare la legittima dell’altro figlio, aprendo le porte a una azione di riduzione (una causa legale per riottenere la parte di eredità spettante).

Il testamento non è solo un atto formale, è uno strumento di ingegneria patrimoniale.


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